Carmine F. Milone, Tecnologo Alimentare

Tracciabilità e Rintracciabilità

Per tracciabilità e rintracciabilità alimentare si intende “la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, di un mangime, di un animale destinato alla produzione alimentare o di una sostanza destinata o atta ad entrare a far parte di un alimento o di un mangime attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione” (definizione Reg. CE 178/2002).

Si parla di tracciabilità quando si ripercorre l’iter di vendita dal produttore al consumatore.

Si parla di rintracciabilità quando si ripercorre l’iter di acquisto dal consumatore al produttore.

Il Regolamento Europeo 178/2002 obbliga tutte le industrie alimentari e della ristorazione a conservare tutte le informazioni commerciali legate ad un alimento, ossia da chi è stato comprato e a chi è stato venduto. Per informazioni commerciali si intende la ragione sociale, l’indirizzo dell’operatore, i dati fiscali ed i contatti per poter contattare in breve tempo l’operatore.

Questo sistema permette di mantenere tracciati tutti gli spostamenti di ogni singola derrata alimentare tra gli operatori del mercato, semplificando eventuali azioni di richiamo o ritiro prodotto nel caso in cui vengano riscontrare delle non conformità di prodotto.

Nel caso in cui un operatore del settore alimentare riscontri una problematica su un lotto di prodotto può bloccare la vendita dello stesso ed allertare i propri acquirenti e fornitori, i quali potranno eseguire ulteriori controlli. Nei casi più gravi si può arrivare al richiamo del prodotto o al suo ritiro.

Avviene un ritiro di prodotto quando il produttore di un alimento decide di ritirare un determinato lotto perchè ha riscontrato una non conformità (presenza corpi estranei, rischio chimico, rischio biologico, etichettatura errata…). In questo caso però i prodotti da lui venduti non sono ancora stati messi a disposizione al consumatore finale (ma sono ancora tutti posseduti dagli operatori professionisti).

Analogamente quando un produttore riscontra una non conformità in un prodotto ma questo è già stato messo a disposizione dei consumatori per l’acquisto (e probabilmente già stato venduto), avviene un richiamo. Essendo a rischio la salute dei consumatori (la traccabilità si interrompe all’ultimo operatore professionale disponibile senza coinvolgere i privati cittadini), le aziende comprano pagine di giornali, banner pubblicitari e/o organizzano cartelloni nei punti vendita nei quali invitano i consumatori a non consumare il prodotto e a riportarlo presso il negozio per un rimborso.

Salvo che il fatto non costituisca reato, le aziende e gli operatori che non hanno un sistema di tracciabilità alimentare rischiano delle sanzioni fino a 14.000€. 

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